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SE QUESTI ARTICOLI TI SONO PIACIUTI...

SE QUESTI ARTICOLI TI SONO PIACIUTI... - Dr. Paolo Queirazza

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STAI PIÙ IN PIEDI E MIGLIORA LA TUA SALUTE

STAI PIÙ IN PIEDI E MIGLIORA LA TUA SALUTE - Dr. Paolo Queirazza

Essere attivi quotidianamente e camminare di più a piedi, salire le scale o naturalmente, allenarsi e quindi evitando il più possibile di stare troppo a lungo seduti migliora la nostra salute e abbassa i rischi di sviluppare alcune malattie, come quelle cardiovascolari e il diabete di tipo II.

Infatti, la sedentarietà provoca una minore richiesta energetica per cui i grandi gruppi muscolari richiamano meno glucosio dal sangue e la lipasi lipoproteica, l’enzima che abbatte i grassi nel sangue, riduce notevolmente la sua attività.

La termogenesi non da esercizio migliora quindi la nostra spesa energetica, con importanti benefici in tema di salute e benessere.

 

 

 

CONSUMO DI PROBIOTICI E SALUTE DEL CERVELLO

Ci sono numerosi studi che hanno portato a delle conclusioni, nel contempo affascinanti e straordinarie e che legano i probiotici, comunemente noti come fermenti lattici e il cervello.
Ad esempio, gli scienziati dell'UCLA hanno condotto una ricerca, con una apparecchiatura speciale, la risonanza magnetica funzionale (fMRI) ed hanno evidenziato, come i probiotici abbiano un effetto significativo sulla funzionalità del cervello.
La registrazione con fMRI veniva effettuata, nel mentre i partecipanti guardavano immagini, in grado di suscitare emozioni significative;
si è visto che i cervelli dei soggetti che assumevano probiotici, lavoravano in modo diverso da quelli che non li assumevano e che invece assumevano un placebo.
I gruppi placebo, quindi senza probiotici, stimolati da tali immagini, hanno mostrato una chiara attività
nelle aree sensoriali ed emotive del cervello mentre le scansioni ricavate dalla fMRI di quelli del gruppo probiotico, hanno rivelato attività nella corteccia pre-frontale, dove invece si svolgono le funzioni cerebrali superiori come la memoria, il pensiero, la capacità di ragionamento e pianificazione, le capacità percettive e di azione e di autocontrollo.
Infatti, gli scienziati dell'UCLA hanno scoperto un legame tra pensiero superiore e probiotici, che nei soggetti testati hanno consentito di controllare le emozioni migliorando la loro capacità di concentrazione e di rispondere a stimoli emotivi.
Uno studio che supporta ulteriormente le chiare connessioni tra probiotici e salute del cervello, memoria, umore e capacità di pensiero.
Sono azioni che si aggiungono a quelle ben più note dei probiotici nel migliorare la digestione e ridurre meteorismo e gonfiore addominale.
Sulla base di queste conoscenze è ancora più importante cominciare ad inserirli in una dieta corretta.

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FAT BURNING: I meccanismi derivati dall’esercizio fisico

Il grasso addominale è correlato all’aumento del rischio di malattie cardiache e metaboliche.

È risaputo che l’attività fisica riduca il tessuto adiposo viscerale, che circonda gli organi interni nella cavità addominale ma ad oggi, alcuni dei meccanismi coinvolti, non sono stati completamente chiariti.

Molti studi evidenziano che l’adrenalina provochi questo effetto.

Questo ormone interviene nel “fight or flight” response (attacco o fuga), e com'è intuibile dal suo nome, questa reazione ha  lo scopo di preparare l'organismo, in tempi brevissimi, ad uno sforzo intenso, come può essere l’attività fisica.

In questa reazione chimica, il grasso dalle cellule grasse e il glucosio presente nel fegato vengono metabolizzati immediatamente per creare una fonte costante di energia.

Una recentissima ricerca, condotta dagli scienziati dell'Università di Copenaghen, ha identificato anche il ruolo dell'Interleuchina 6 (IL-6), nel meccanismo metabolico innescato dall’attività fisica, che provoca la riduzione del grasso addominale viscerale.

La ricerca ha evidenziato che una particolare proteina di segnalazione, chiamata appunto IL-6, gioca un ruolo chiave nella degradazione dei lipidi. 

I ricercatori, studiando l’Interleuchina-6, hanno visto che regola il metabolismo energetico, viene rilasciata dal muscolo scheletrico durante l'esercizio e stimola la lipolisi in individui sani. 

Nello studio dell'Università di Copenaghen, sono stati arruolati soggetti adulti obesi ed è stato valutato sia il ruolo dell’attività fisica, utilizzando sessioni di esercizi in bicicletta, sia il ruolo dell’Interleuchina-6.

I ricercatori hanno utilizzato la risonanza magnetica per valutare la massa del tessuto adiposo viscerale all'inizio e alla fine dello studio.

I risultati di questo lavoro indicano che il tessuto adiposo viscerale, ossia quello che circonda gli organi interni nella cavità addominale può essere ridotto con l'attività fisica.

La cosa sorprendente è che questo risultato non è stato raggiunto dai soggetti che sono stati anche trattati con Tocilizumab, un farmaco che blocca la segnalazione di interleuchina-6 ed è attualmente approvato per il trattamento dell'artrite reumatoide.

Quindi esiste la possibilità che l’interleuchina-6 influenzi l'utilizzo dei grassi e dei carboidrati, per generare energia e riduca la massa grassa viscerale da sola.

In conclusione, il messaggio da portare a casa è di essere attivi sempre e continuare a fare esercizio fisico.

Infatti, l'esercizio fisico è utile per promuovere una salute migliore e ora sappiamo che l'allenamento, svolto con regolarità, riduce la massa grassa addominale e quindi potenzialmente anche il rischio di sviluppare malattie cardio-metaboliche.

 

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IDRATAZIONE: un punto di partenza fondamentale per il tuo benessere

Bere molto durante il giorno è importante per la tua salute e ricorda inoltre, che un tessuto bene idratato risponde meglio a tutti i trattamenti.
Una semplice regola per vedere se bevi il giusto quantitativo di acqua durante la giornata:

MOLTIPLICA il tuo peso corporeo in Kg per 0,04 e otterrai il tuo fabbisogno di acqua in litri.

Ricorda sempre queste caratteristiche importanti:
Residuo fisso molto basso a 180°C (inferiore a 100 mg/l)
Quantità presente di ioni sodio (Na+), che dovrebbe essere molto bassa (inferiore a 5mg/l).

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Dr. Paolo Queirazza

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